freemasonry

Breve Storia della Massoneria

 

La Massoneria è una "disciplina esoterica", nel senso che alcuni aspetti della sua attività interna non sono di dominio pubblico, ma coperti da riservatezza o assolutamente segreti. 

I membri della Massoneria (i Massoni) sono chiamati anche frammassoni, forma italianizzata del francese franc-maçon (freemason in lingua inglese), cioè «libero muratore».  Il nome deriva dalla pretesa discendenza della Massoneria dall'associazione di operai e muratori che si rifà alla leggenda di Hiram, architetto del Tempio di Salomone. 

Pare infatti che, nella sua veste operativa, la Massoneria sia nata come associazione di mutuo soccorso e perfezionamento morale tra artigiani muratori, mentre in seguito adottò l'attuale veste speculativa, trasformandosi in una confraternita di tipo iniziatico caratterizzata dal segreto rituale, con un'organizzazione mondiale. 

I suoi affiliati condividono gli stessi ideali di natura sia morale sia metafisica e la comune credenza in un Essere supremo, chiamato Grande Architetto dell'Universo.

 

 

Le origini tra mito e storia

Non è facile ricostruire, in termini storicamente incontrovertibili, la nascita della Massoneria come fenomeno concretamente documentabile e per questo alcuni sono arrivati a concludere che le sue vere origini si perdono nella storia. 

Le radici della Massoneria vengono fatte risalire tradizionalmente - da parte dei suoi membri - alla costruzione del Tempio di Salomone (il Tempio Interiore o Tempio Esoterico) ed alla leggenda di Hiram Abiff.  Secondo la Bibbia, Hiram venne inviato dal re di Tiro a Salomone, per aiutarlo nella costruzione del Tempio.  Nella leggenda Massonica il geniale artigiano diviene invece l'architetto del Tempio, preposto alla direzione di tutti i lavori e di tutti gli operai.  Il racconto ha una sua chiave d'interpretazione mistica e rinvia ai concetti di Perfezione, meta della ricerca mistica, e di Grande Opera (l'opera del Grande Architetto costruttore del mondo),  attraverso la cui comprensione avviene l'ingresso del sacro nel profano. La Massoneria simbolica si fonda su questa visione mistica e perciò avrebbe esclusivamente a che fare con un cammino spirituale. 

Alla Massoneria sono state inoltre attribuite diverse origini suggestive, come quella di essere: 

  • una discendenza diretta dei Cavalieri Templari,
  • un ramo dei Collegia fabrorum romani, o una conseguenza istituzionale delle corporazioni medievali di muratori, per il tramite di maestranze bizantine o italiche (tra queste, i cosiddetti Magistri Comacini) operanti nell'alto Medioevo. 

In questo contesto si colloca anche il fenomeno della accettazione,  ossia dell'ammissione nella corporazione di elementi estranei all'arte della costruzione, soprattutto sacerdoti e scrivani, ma anche medici, in quanto utili alla comunità degli associati per l'espletamento di indispensabili funzioni;  dall'ammissione di Massoni "accettati" potrebbe essere derivato l'ingresso nel simbolismo muratorio di tematiche non direttamente legate al mestiere, ma appartenenti alla cultura ermetico-alchemica e cabalistica dilagata nell'Europa occidentale tra il XV e il XVII secolo.  All'inizio del XVIII secolo, almeno nel sud dell'Inghilterra, all'interno delle Logge gli elementi accettati (Massoni speculativi o di teoria) prevalevano ormai largamente su quelli operativi, assecondando una tendenziale crisi generale dell'ordinamento corporativo,  poiché le originarie ragion d'essere delle confraternite di mestiere (compresa quella dei liberi muratori) venivano gradualmente meno. 

Una fonte storica assistita da maggior documentazione (ma comunque storicamente non comprovata) asserisce l'antichità della Massoneria basandosi sul Regius Manuscript o Poema Regius (detto anche Halliwell Manuscript, dal nome di chi lo scoprì nel 1840), databile al 1390, che fa riferimento a molte frasi e concetti simili a quelli che si ritrovano nella Massoneria: tale manoscritto consta di 794 versi in rima baciata e in inglese medioevale.  Secondo tale narrazione leggendaria, la Massoneria è geometria, arte o scienza d'eccellenza applicata alla muratorìa;  primo maestro ne fu Euclide e patria d'origine l'Egitto, da cui giunse in Inghilterra al tempo del re Atelstano, che le diede le prime costituzioni. 

Le difficoltà nello stabilire una datazione precisa sulla nascita del fenomeno Massonico sono in buona misura una conseguenza della segretezza che - specialmente nelle epoche passate - avvolgeva "l'Ordine":  a sua volta, il fatto che la Massoneria abbia spesso fornito un rifugio per i non ortodossi ed i loro simpatizzanti durante un'epoca in cui certe attività potevano finire con la morte può essere all'origine delle tradizioni degli incontri segreti e le strette di mano. 

Ma c'è, forse, una ragione ancor più profonda che motiva le difficoltà nel ricostruire la genesi della Massoneria:  le origini di tale fenomeno sono per natura leggendarie o mitiche e, nella sua intima concezione, l'iniziazione muratoria non differisce dalle iniziazioni delle età più antiche, con le quali ha in comune il fatto che ne siano state ipotizzate le ascendenze più disparate e remote.  Perciò accanto alla storia reale della Massoneria, cioè quella ricostruibile attraverso gli usuali strumenti della ricerca storica, ne sussiste o acquista rilevanza un'altra, anch'essa storia ma in senso molto peculiare, o più propriamente metastoria, che prescinde dal dato documentario perché si colloca in un orizzonte diverso,  nel quale i nomi, le date e gli avvenimenti s'inseriscono nella dimensione sacrale del simbolo e acquistano un significato altro rispetto a quello profano.  Le due storie non si escludono reciprocamente, ma confluiscono entrambe in una nozione di tradizione leggibile e decifrabile secondo due ottiche diverse, governate da scritture e da cifre non omogenee.

 

 

1717:  la Gran Loggia di Londra

La fondazione della Gran Loggia di Londra, successivamente denominata Gran Loggia d'Inghilterra, segnò formalmente o convenzionalmente l'atto di trapasso dall'antica Massoneria di mestiere o operativa a quella moderna o speculativa:  il 24 giugno 1717 quattro Logge londinesi decisero di darsi una nuova organizzazione centralizzata, cui dettero il nome di Gran Loggia di Londra. 

Nelle quattro Logge fondatrici della neocostituita Gran Loggia era netta la prevalenza di speculativi, estranei all'arte della costruzione:  gentiluomini, borghesi, intellettuali, tra i quali un ruolo preminente rivestivano il pastore anglicano Jean-Théophile Désaguliers (1683-1744), membro della Royal Society, brillante volgarizzatore delle teorie newtoniane e letterato ben introdotto nell'alta società londinese,  e il pastore presbiteriano James Anderson (1684-1739).  A quest'ultimo si devono le Costituzioni adottate il 14 gennaio 1723.

 

 

1723: le Costituzioni di Anderson

Famoso è il Titolo I, concernente Dio e la religione: 

"Un Massone è tenuto, per la sua condizione a obbedire alla legge morale;  e se egli intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso.  Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese a essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse,  oggi si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando a essi le loro particolari opinioni;  ossia, essere uomini buoni e leali o uomini di onore e di onestà, quali che siano le denominazioni o confessioni che servono a distinguerli;  per cui la Massoneria diviene il Centro di Unione e il mezzo per annodare una sincera amicizia tra persone che sarebbero rimaste in perpetuo estranee". 

In un Paese come l'Inghilterra, per quasi due secoli sconvolto da rivolgimenti politici, sociali e dinastici all'insegna delle divisioni religiose,  l'autodefinizione della Massoneria quale "centro d'unione" tra gli uomini, sulla sola base delle loro qualità morali e di una religiosità non precisamente qualificata, costituiva un netto salto in avanti, semi-utopistico e rivoluzionario. 

Di notevole rilievo anche il Titolo II, che tratta Del magistrato civile supremo e subordinato: 

"Un Muratore è un pacifico suddito dei Poteri Civili, ovunque egli risieda o lavori e non deve essere mai coinvolto in complotti e cospirazioni contro la pace e il benessere della Nazione, né condursi indebitamente verso i Magistrati inferiori;  poiché la Muratorìa è stata sempre danneggiata da guerre, massacri e disordini, così gli antichi Re e Principi sono stati assai disposti a incoraggiare gli uomini dell'Arte, a causa della loro tranquillità e lealtà;  per cui essi praticamente risposero ai cavilli dei loro avversari e promossero l'onore della loro fraternità, che sempre fiorì nei tempi di pace.  Cosicché se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, egli non deve essere favoreggiato nella sua ribellione ma piuttosto compianto come uomo infelice;  e, se non convinto di altro delitto, sebbene la leale Fratellanza possa e debba sconfessare la sua ribellione e non dare ombra o base per la gelosia politica del governo in essere,  egli non può venire espulso dalla Loggia e il suo vincolo rimane irrevocabile". 

Con tali parole si sanciva il principio dell'apoliticità dell'Ordine nel suo complesso e delle singole Logge, che devono vivere nel rispetto delle leggi e delle autorità dello Stato.  Al singolo Massone è consentito di nutrire convincimenti politici e di tradurli in azione, ma soltanto a titolo personale e sempre che non coinvolga in alcun modo la Massoneria,  la quale, peraltro, è tenuta a sconfessarne l'operato quando egli si atteggi a ribelle contro i poteri costituiti, pur senza arrivare ad espellerlo dalla fratellanza. 

Altri interessanti principi fondamentali sono dettati dal Titolo III (Delle Logge): 

"Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di età matura e discreta,  non schiavi,  non donne,  non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione".

 

La diffusione oltre i confini inglesi

Il XVIII secolo vide una costante diffusione della Massoneria nel vecchio e nel nuovo continente, secondo le linee di espansione dell'impero britannico, dei suoi commerci marittimi e delle colonizzazioni. 

Di questa propagazione, concretizzatasi nella fondazione di Logge successivamente regolarizzate mediante la concessione di patenti dall'una o dall'altra Gran Loggia inglese - oppure dalle Grandi Logge di Scozia e di Irlanda - strumento efficacissimo furono le Logge militari, costituite all'interno delle unità dell'esercito inglese e frequentemente trasferite da una parte all'altra dell'impero. 

Lo sviluppo della nuova Massoneria fuori delle isole britanniche fu rapidissimo: 

  • nel 1728 furono fondate una Loggia a Madrid ed una a Gibilterra; 
  • nel 1731 la G. L. di Londra nominò un Gran Maestro provinciale per la Russia; 
  • sempre nel 1731 una Loggia inglese fu fondata a Firenze; 
  • nel 1733 a Boston nacque la prima Gran Loggia provinciale americana; 
  • nel 1734 i Liberi Muratori olandesi elessero un gran maestro per le Province Unite; 
  • nel 1735 sorsero Logge a Lisbona, a Roma, a Milano, a Verona, a Padova, a Vicenza, a Venezia, a Napoli, a Stoccolma; 
  • nel 1736 fu fondata la Loggia di Genova; 
  • nel 1737 nacque una Loggia ad Amburgo. 

 

L'autorità internazionale della Massoneria inglese

Istituzione quasi ufficiale, dotata di grande prestigio e fortemente selettiva nella scelta dei propri membri, la Massoneria inglese è divenuta una componente stabile della società britannica e della sua classe dirigente, assumendo il ruolo di potenza Massonica "Madre del mondo" e depositaria della tradizione. 

La Massoneria inglese però non ha alcun tipo di autorità reale sulle altre giurisdizioni Massoniche, la cui regolarità, ancorché non riconosciuta dalla G.L.U. d'Inghilterra, può essere peraltro legittima nel giudizio di altre Grandi Logge:  è il caso del Grande Oriente d'Italia che è perfettamente regolare (rispettando tutti i requisiti richiesti) e riconosciuto da quasi tutte le Grandi Logge e Grandi Orienti del mondo,  ma non da quella inglese. 

Il riconoscimento da parte della G.L.U. d'Inghilterra, storicamente, è sempre stato molto ambito peraltro dalle altre Massonerie e, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, non sono mancati gli interventi ufficiali di "scomunica" o di disconoscimento, quale strumento di una "politica estera" sempre più attiva.  

Nell'Europa Continentale e in Sud America il numero di Massoni è generalmente in ascesa, al contrario in alcuni distretti degli Stati Uniti, della Gran Bretagna ed altre giurisdizioni britanniche sta perdendo membri più velocemente di quanto riesca ad attrarre nuovi iniziati. Negli Stati Uniti l'età media dei membri è intorno ai 45 anni.

 

 

La  Massoneria  in  Italia

Gli inizi

In Italia la prima Loggia fu fondata a Firenze nel 1731: intorno al nucleo iniziale, costituito da inglesi, si aggiunsero gradualmente numerosi nobili ed intellettuali fiorentini. Su questa Loggia si esercitarono gli effetti persecutori della bolla pontificia "In eminenti", pubblicata il 28 aprile 1738, che inaugurava una lunga serie di scomuniche e di condanne.  Sempre nel granducato di Toscana, a Livorno, nacquero addirittura quattro Logge: due negli anni 1763 e 1765 (ottennero una patente di fondazione dalla Gran Loggia d'Inghilterra degli Antients) ed altre due nel 1771 (con patente rilasciata dalla Gran Loggia d'Inghilterra degli dei Moderns). 

Il fenomeno Massonico arrivò poi a Roma, con alterne vicende:  nel 1735 alcuni gentiluomini inglesi diedero vita ad una Loggia "giacobita", rimasta attiva fino al 1737, quando si dovette sciogliere per ordine del governo pontificio.  Ma, rispettivamente nel 1776 e nel 1787, vi vennero fondate due Logge, entrambe di rito "scozzese".  Il 27 maggio 1789 il conte di Cagliostro tentò di organizzare una Loggia basata sul proprio "sistema egiziano", ma venne arrestato, e processato dal Sant'Uffizio, che nell'aprile 1791 lo condannò a morte come "eretico formale, mago e libero muratore", pena commutata poi nel carcere perpetuo. 

Nel 1749 a Chambery (Savoia, parte integrante del Regno di Sardegna) fu fondata una Loggia sulla base di una patente di Gran Maestro provinciale per la Savoia ed il Piemonte rilasciata dalla Gran Loggia di Londra nel 1739 al marchese François Noyel de Bellegarde:  nel 1752 la stessa Loggia assunse il nome di Gran Loggia Madre, con facoltà di creare altre Logge in tutti i territori del regno di Sardegna;  e, di fatto, nel 1765 ne vennero create tre, tra cui una a Torino.  Quest'ultima assunse una tale importanza da far ottenere (1773) il conferimento al conte di Bernezzo del titolo di Gran Maestro provinciale per il Piemonte, con la conseguente completa autonomia dalla Gran Loggia Madre di Chambery. 

Nel 1746 fu fondata una Loggia a Venezia,  alla quale sono da ricollegare le figure di Giacomo Casanova, di Carlo Goldoni e di Francesco Griselini, e che rimase in attività fino al 1755, quando l'intervento degli Inquisitori di Stato portò all'arresto del Casanova e ne determinò la chiusura.  Ma una nuova Loggia sorse nel 1772, con patente della G. L. d'Inghilterra, per iniziativa del segretario del Senato, Pietro Gratarol, e rimase attiva fino al 1777, mentre nasceva un'altra Loggia a Venezia, una a Vicenza ed un'altra a Padova. 

Nel 1756 fu fondata una Loggia a Milano, subito scoperta dalle autorità austriache:  il fatto determinò un editto (6 maggio 1757) con il quale il governatore, Francesco duca di Modena, vietava le riunioni Massoniche in tutto il territorio dello Stato Lombardo.  Ma la Loggia continuò ad esistere e nel 1783 aderì alla Gran Loggia di Vienna:  l'anno successivo il conte Wilczeck, ministro plenipotenziario imperiale a Milano, assunse la carica di Gran Maestro provinciale per la Lombardia austriaca.  Nel 1776 sorse una Loggia anche a Cremona. 

In Liguria tra il 1745 e il 1749 risultano una Loggia a Bordighera, una a Novi Ligure e almeno due a Genova, da collegare alla presenza delle truppe francesi in difesa della Repubblica.  Verso la fine del secolo nacquero altre due Logge nel capoluogo:  una (1780) aderente al Regime Scozzese Rettificato e un'altra (1782) che ottenne una patente dalla Gran Loggia d'Inghilterra con il titolo di Old British and Ligurian Lodge. 

La prima Loggia di Napoli, formata da alti ufficiali e nobili, fu fondata nel 1749, su iniziativa di un mercante di seta francese, che successivamente costituì un'altra Loggia di più modesta fisionomia sociale.  Dopo la pubblicazione, avvenuta il 28 maggio 1751, della Bolla Providas Romanorum Pontificum emanata da Papa Benedetto XIV per ribadire la condanna pontificia del 1738,  Carlo VII di Borbone (che divenne poi il re Carlo III di Spagna) promulgò un editto (10 luglio 1751) che proibiva la Libera Muratorìa nel Regno di Napoli.  Ma il provvedimento non stroncò la Massoneria:  una risorta Loggia locale ottenne una patente dalla G. L. Nazionale di Olanda (10 marzo 1764) che la promuoveva al rango di Gran Loggia Provinciale per il Regno di Napoli,  mentre una seconda Loggia, con patente della G. L. d'Inghilterra (Moderns), il 7 marzo 1769 fu parimenti investita del rango di Gran Loggia Provinciale. 

 

Dal Grande Oriente alla scissione di Piazza del Gesù

Una serie di iniziative, assunte quasi contemporaneamente dai governanti dei vari Stati italiani, inaugurò un nuovo periodo di repressioni del fenomeno Massonico. 

Nel Regno di Sardegna, il 10 giugno 1814 Vittorio Emanuele I emanò un editto con il quale ribadì "la proibizione delle congreghe ed adunanze segrete, qualunque ne sia la denominazione loro, e massime quelle de' così detti Liberi Muratori già proibita col Regio Edito del 20 maggio 1794".  Analogo decreto del 26 agosto 1814 emanato nel Lombardo Veneto vietò "gli ordini segreti, le adunanze, corporazioni e fratellanze segrete, come sarebbero le Logge de' così detti Franchi Muratori ed altre consimili società",  mentre papa Pio VII (15 agosto 1814) emanava un editto che, rifacendosi alle encicliche di Clemente XII e di Benedetto XIV, proibiva le "aggregazioni delli suddetti Liberi Muratori, e altre consimili", e a Napoli Ferdinando IV di Borbone (8 agosto 1816) vietava "le associazioni segrete che costituiscono qualsivoglia specie di setta, qualunque sia la loro denominazione l'oggetto ed il numero dei loro componenti". 

Tuttavia, i Massoni italiani resistettero ed anzi andarono sempre più a rafforzare ed organizzare la propria attività, fino a riemergere in modo significativo nella seconda metà dell'Ottocento. 

L'8 ottobre 1859, a Torino,  sette "fratelli" costituirono una nuova Loggia, chiamata "Ausonia" dall'antico nome poetico dell'Italia:  da questo seme il 20 dicembre 1859, sempre a Torino, nacque un'organizzazione che esplicitamente aspirava a diventare una Gran Loggia nazionale ed assunse la denominazione di Grande Oriente Italiano. 

Tale intento si concretizzò con la prima assemblea costituente del Grande Oriente Italiano, che si tenne a Torino dal 26 dicembre 1861 al 1° gennaio 1862 sotto la presidenza di Felice Govean, facente funzioni di gran maestro, e con la presenza dei rappresentanti di ventotto Logge:  Giuseppe Garibaldi fu salutato come "primo libero muratore italiano". 

Ad assumerne la carica di gran maestro, il 1° marzo 1862, venne poi chiamato Filippo Cordova, eminente figura di giurista e di statista;  la III assemblea costituente, convocata a Firenze dal 21 al 24 maggio 1864, elesse gran maestro Giuseppe Garibaldi, cui succedettero - nuovamente - Filippo Cordova e poi Lodovico Frapolli e Giuseppe Mazzini,  durante il cui governo, nel 1870, la Gran Loggia spostò la propria sede da Firenze a Roma. 

Nel 1864 le varie Comunioni Massoniche, denominate Grandi Logge o Grandi Orienti, fioriti, all'epoca, sul suolo italiano,  segnatamente il Grande Oriente di Napoli,  il Grande Oriente di Torino e il Grande Oriente di Palermo,  in una riunione costituente, tenutasi a Firenze, tra il 21 e il 24 maggio, in previsione del trasferimento della Capitale in quella città,  si fondono in un unico Grande Oriente d'Italia, a capo del quale viene eletto Giuseppe Garibaldi. 

Ma non tutti concordano sull'unificazione delle sedi a Firenze:  i vertici di Torino, quelli di Palermo e di Napoli sono contrari al trasferimento.  Comunque, il 15 ottobre 1865, dopo il trasferimento della Capitale a Firenze, anche il Grande Oriente Italiano vi si trasferisce e da quel momento entrerà in uso definitivamente ed esclusivamente la nomenclatura “Grande Oriente d’Italia”.  Nel 1870 il Grande Oriente d’Italia, dopo gli eventi di Porta Pia, si trasferisce a Roma. 

Nel 1884 fu pubblicata l'enciclica Humanum Genus di papa Leone XIII, che segnò probabilmente il momento più alto di scontro tra la Chiesa cattolica e la Massoneria:  il documento pontificio, oltre ad addebitare alla Massoneria "atroci vendette… su chi sia creduto reo di aver tradito il segreto e disubbidito al comando, e ciò con tanta audacia e destrezza, che spesso il sicario sfugge alle ricerche ed ai colpi della giustizia",  sosteneva che l'obiettivo dei Massoni era quello di "distruggere da cima a fondo tutta la disciplina religiosa e sociale che è nata dalle istituzioni cristiane, e sostituirla con una nuova, modellata sulle loro idee, e i cui principi fondamentali e le leggi sono attinte dal naturalismo". 

In quel clima, veniva eletto gran maestro (17 gennaio 1885) Adriano Lemmi, il quale si impegnò particolarmente nel chiamare a raccolta figure rappresentative del mondo politico e culturale, tra cui Giovanni Bovio, Giosuè Carducci, Agostino Bertani, Giuseppe Zanardelli. 

Il 6 giugno 1889 in Campo dei Fiori a Roma avveniva l'inaugurazione del monumento a Giordano Bruno,  opera dello scultore e futuro gran Maestro Ettore Ferrari:  l'oratore ufficiale fu il filosofo Giovanni Bovio;  nel 1895 divenne gran Maestro Ernesto Nathan, poi sindaco di Roma. 

Il 24 giugno 1908 si determina una scissione che colpisce il Grande Oriente d’Italia.  Da questa scissione nascerà un nuovo filone Massonico che sarà denominato “Piazza del Gesù”.  Nel febbraio 1911, dopo una lunga trattativa, il Grande Oriente d’Italia acquista il famoso Palazzo Giustiniani presso cui istituisce la sua sede e per cui da allora verrà detto, appunto, “di Palazzo Giustiniani”. 

 

La repressione fascista

Il 19 maggio 1925 la Camera dei Deputati approvò il progetto di legge sulla disciplina delle associazioni, presentato da Mussolini e mirante soprattutto allo scioglimento della Massoneria. 

Già prima del suo scioglimento il Grande Oriente d'Italia era in rapporti di amicizia con la Gran Loggia di Francia e a Parigi era stata fondata (1913) da italiani la Loggia Italia n. 450; il 28 maggio 1930 gli esuli fondarono una nuova Loggia, l'Italia Nuova n. 609, dalla quale provenne un notevole contributo alla causa repubblicana nella guerra civile spagnola, cui parteciparono nove membri della Loggia, tra i quali Randolfo Pacciardi e Francesco Fausto Nitti. 

Il 12 gennaio 1930 Eugenio Chiesa fu eletto gran maestro aggiunto del Grande Oriente d'Italia in esilio, nel quale si riconobbero le Logge italiane costituite all'estero (Egitto, Tunisia, Argentina, ecc.) e già all'obbedienza di Palazzo Giustiniani. 

 

Dopo la Liberazione

Il 10 luglio 1944 il "Comitato della Grande Maestranza", formato da Umberto Cipollone, Guido Laj e Gaetano Varcasia, emanò la circolare n° 1 ai "Carissimi Fratelli Venerabili, Fratelli tutti d'Italia": il Comitato si considerava erede diretto di Domizio Torrigiani ed Ettore Ferrari e alla vigilia del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 il Grande Oriente così si espresse: "Noi non possiamo né vogliamo fare altro che ricordare ai Fratelli la necessità di tener fede ai principi che avemmo in retaggio da Mazzini, senza nulla imporre:  nel tempio del libero pensiero non sono ammesse coercizioni.  Giudichino i fratelli, riandando la storia d'Italia, particolarmente quella degli ultimi venti anni,  quale delle forme istituzionali sia meglio adatta a conservare in piedi precisamente quel tempio della Libera Massoneria di cui noi siamo gli operai e da tale esame traggano ispirazione". 

Dalle ceneri del fascismo la Massoneria italiana, peraltro,  risorse sia sotto i vessilli del Grande Oriente di Palazzo Giustiniani sia nella versione di Piazza del Gesù, ad iniziativa di Raoul Palermi. 

Il 19 marzo 1949 il grande Oriente d'Italia approvò il testo di una Costituzione dell'Ordine:  cardine del nuovo ordinamento era la netta separazione dei Riti dall'Ordine, secondo la riforma già impostata nel 1922 da Torrigiani ma non condotta in porto per gli eventi che si succedettero.  In conseguenza di ciò, non vi sarebbero più state Logge dell'uno o dell'altro rito, ma ognuna avrebbe lavorato solo secondo i rituali tre gradi universali di apprendista, compagno e maestro:  solamente raggiunta quest'ultima dignità i Fratelli, volendo, avrebbero potuto accedere ai Riti quali scuole di perfezionamento. 

La Costituzione, che recepisce i "landmarks" e con ciò collega fortemente il Grande Oriente alla tradizione universale Massonica, fu depositata dinanzi all'autorità civile. 

Il 13 settembre 1972 "l'aspirazione del popolo Massonico italiano alla universalità" (Lino Salvini) fu realizzata con il riconoscimento della regolarità del Grande Oriente d'Italia da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra:  fu proprio il Gran Maestro Salvini ad annunciare lo storico evento ai suoi Fratelli. 

Sulla scia di tale avvenimento si rinnovarono da più parti i tentativi di fusione con la Gran Loggia di Piazza del Gesù, ma invano:  l'ostacolo principale fu rappresentato dal fatto che quest'ultima - fin dal 1956 - avesse accettato il principio dell'iniziazione femminile, dando vita e riconoscendo Logge costituite da donne. 

In realtà il 18 settembre 1973 avvenne una "fusione" tra il Grande Oriente e circa 200 Logge già appartenenti a Piazza del Gesù,  ma Giovanni Ghinazzi, generale della Gran Loggia d'Italia, la sconfessò, proseguendo per la sua strada. 

 

Oltre la P2

A causa del cosiddetto “scandalo P2”,  nell'immaginario collettivo si è insinuata la semplicistica equazione Massoneria = organizzazione malavitosa, andando ben al di là delle conclusioni oggettive cui giunse la magistratura e la stessa Commissione parlamentare d'indagine.  Quest'ultima, nelle sue conclusioni, aveva, tra l'altro, accertato che: 

  • "non si può non riconoscere come Licio Gelli appaia, sotto ogni punto di vista, un Massone del tutto atipico:  egli non si presenta cioè come il naturale ed emblematico esponente di una organizzazione la cui causa ha sposato con convinta adesione, informando le sue azioni, sia pur distorte e censurabili, al fine ultimo della maggior gloria della famiglia;  Licio Gelli, in altri termini, non sembra sotto nessun profilo, nella sua contrastata vita Massonica, un nuovo Adriano Lemmi, quanto piuttosto un corpo estraneo alla comunione, come iniettato dall'esterno, che con essa stabilisce un rapporto di continua, sorvegliata strumentalizzazione" 
  • "possiamo quindi affermare che tutti gli elementi a nostra disposizione inducono a ritenere come la presenza di Gelli nella comunione di Palazzo Giustiniani appaia come quella di elemento in essa inserito secondo una precisa strategia di infiltrazione, che sembra aver sollevato nel suo momento iniziale non poche perplessità e resistenze nell'organismo ricevente,  e che esse vennero superate probabilmente solo grazie all'interessamento dei vertici dell'istituzione i quali, questo è certo, da quel momento in poi appaiono in intrinseco e non usuale rapporto di solidarietà con il nuovo adepto". 

Sta di fatto che il 31 ottobre 1981, sette mesi dopo il rinvenimento delle famose liste P2 e dello scandalo seguente, la corte centrale del Grande Oriente d'Italia presieduta dal nuovo Gran Maestro Armando Corona, espulse Gelli dal consesso Massonico;  peraltro la "Loggia di Propaganda 2" aveva sospeso ufficialmente la propria attività all'interno dello stesso GOI già nel 1976 e da allora non agiva più all'interno del consesso Massonico ufficiale. 

Il 18 novembre 1984 fu promulgata la nuova Costituzione dell'Ordine:  in essa si afferma che "il Grande Oriente d'Italia (rappresentante la sola fonte legittima di autorità Massonica nel territorio italiano e nei confronti delle Comunioni Massoniche estere) nei rapporti giuridici con la società civile si colloca tra le associazioni non riconosciute",  e vengono introdotte importanti novità in ordine alla "trasparenza interna" dell'Organizzazione. 

Al tempo stesso fu dato speciale impulso a convegni di studi e ad iniziative di diffusione della cultura Massonica, fondando altresì un Centro per la storia della Massoneria, aperto a Massoni e non Massoni. 

Tale profonda opera di rinnovamento e rilancio culminò nell'iniziativa assunta congiuntamente dal Grande Oriente e dalla Gran Loggia il 9 dicembre 1991, quando si allestì a Torino il più importante concerto di musiche Massoniche mozartiane realizzato in Italia nel bicentenario della morte del musicista: tale iniziativa ricevette ufficialmente il plauso e l'apprezzamento del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

 

 

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